Consigli

A scuola di erboristeria nel Giardino di Pimpinella

Visualizzate un vecchio casale medievale ristrutturato nel bel mezzo dell’Appennino Tosco-Emiliano. Pensate ai profumi, al dolce fluire delle ore su morbide colline, file di cipressi, boschi silenziosi. Immaginate di poter vivere in un luogo del genere per qualche giorno, a contatto con la natura e imparando a riconoscere e utilizzare le erbe selvatiche officinali. Questo posto dei sogni esiste, ed è il Giardino di Pimpinella, a Marzabotto (BO).

Io l’ho scoperto per caso l’anno scorso, quando mi è stata regalata la bellissima esperienza di un corso di erboristeria della durata di un weekend proprio qui. Situato a Luminasio di Marzabotto, nelle colline bolognesi, il Giardino di Pimpinella è una splendida fattoria didattica e scuola di botanica ed erboristica nata dall’esperienza, dall’entusiasmo e dalla passione di Laura dell’Aquila, biologa ed erborista.

Giardino di Pimpinella, storia di un’idea

Il Giardino di Pimpinella è una realtà nata da un sogno visionario, una di quelle imprese che gli scettici e gli invidiosi tenderanno sempre a bollare come fallimentari e che invece riescono a fiorire in tutta la loro poesia. Si trattava di ristrutturare un vecchio casale, tornare a vivere dell’abbondanza della natura e recuperare e trasmettere le antiche conoscenze officinali, fitoterapiche ed erboristiche.

Il Giardino è nato nel 1992, quando Laura dell’Aquila – biologa, erborista e guida ambientale escursionista – si è innamorata di un albero. Proprio così: colpita da un’enorme quercia che segnava l’ingresso ad un vecchio casale, ha deciso che avrebbe fondato lì la sua casa e la sua scuola di erboristeria selvatica.

Venticinque anni dopo, il sogno è ormai realtà consolidata. Il Giardino di Pimpinella organizza corsi, workshop e incontri divulgativi, ma anche settimane selvatiche, viaggi erboristici, consulenze. E soprattutto offre a chi vuole imparare a leggere il grande libro della natura un luogo magico, antichi saperi e momenti di grande intensità.

Nel cuore dell’Appennino, tra natura ed erbe mediche

Chi, come me, è amante dei luoghi che si sviluppano in altezza oltre che in orizzonte, finirà per innamorarsi non solo del contesto umano e culturale del Giardino di Pimpinella, ma anche della location.

Luminasio è una località di Marzabotto, nelle colline bolognesi, pese tristemente noto per l’eccidio che vi ebbe luogo durante la Seconda Guerra Mondiale, uno dei più terribili compiuti dalle SS contro la popolazione civile in Europa.

Nonostante la cupa fama recente, Marzabotto e i suoi dintorni sono abitati fin dai tempi antichi e sono ricchi di testimonianze celtiche, etrusche e romane. Lo stesso nome “Luminasio” deriva da una parola celtica che significa “piccola ripa assolata” ed è particolarmente azzeccato: il promontorio roccioso domina la vallata e prende il sole pure quando le pendici sottostanti sono avvolte dalla foschia, ed è punteggiato da antiche case-torri di epoca medievale. Il Giardino di Pimpinella è nata proprio dalla ristrutturazione di una di esse e gode di un’ampia visuale sulle colline sottostanti.

Piccolo mondo selvatico

Non so come mai, ma in qualche modo difficile da spiegare si sente l’antichità di quelle pietre e di quei boschi. Sono accoglienti, portano con sé il gusto di tante vite vissute e dello scorrere delle stagioni da sempre immutabile. E’ come se il “mondo reale” fatto di frenesia e pubblicità restasse chiuso fuori dai sentieri, dalle curve, dall’ondulazione delle colline.

Attorno al Giardino di Pimpinella si stendono alcuni campi che sono stati riconvertiti alla coltivazione di piante officinali – rosmarino, lavanda, timo, salvia, melissa, ruta, verbena, borragine, iris – ma il grosso lo fanno i fitti boschi. Tra castagneti secolari, enormi querce, prati e radure, è possibile passeggiare lungo una fitta rete di sentieri e – insieme a Laura – imparare a riconoscere le diverse piante ed erbe selvatiche: piantaggine, timo serpillo, ortica, calendula, pulmonaria, primula, cardo.

Qui ho imparato la veridicità di un detto: “Quanto impari a conoscere le erbe, non guarderai mai più un prato allo stesso modo”. 

I corsi del Giardino di Pimpinella

Come accennavo all’inizio, sono stata al Giardino di Pimpinella per un workshop di erboristeria della durata di un weekend. Lo ammetto, ero partita un po’ scettica. Temevo di trovarmi in un contesto un po’ “spirituale” (passatemi il termine), mentre io ero incuriosita prevalentemente dal lato botanico della faccenda.

Bene, in ogni caso non avevo nulla da temere. Laura è prima di tutto una biologa e in secondo luogo una grande, grandissima amante della natura. Questo rende i suoi corsi validissimi sia sul piano scientifico che su quello “sensoriale”, per così dire, perché insegna non soltanto la teoria ma anche – e soprattutto – la pratica. Insegna a toccare le piante, a osservarle nel loro ambiente naturale, a sentirne il sapore e ad aprirsi a ciò che le piante dicono sulle loro proprietà curative.

Avete mai provato ad annusare il timo, ad esempio? Il suo profumo intenso arriva subito in gola, ed infatti il timo è utilissimo per combattere le affezioni respiratore. Ma questo è solo un piccolo, maldestro esempio… Sapeste quanti ce ne sono!

Oltre al riconoscimento delle erbe e delle loro proprietà, i corsi del Giardino puntano anche ad avvicinare ai vari metodi di lavorazione delle piante officinali, che si tratti di cucina, creazione di rimedi curativi o di cosmesi naturale. Ed è incredibile rendersi conto della ricchezza che le piante portano con sé! In ogni caso, QUI trovate tutte le informazioni necessarie sui corsi, i workshop e i seminari.

Giardino di Pimpinella, informazioni pratiche

Fosse per me, consiglierei a tutti di far almeno un paio di giorni al Giardino. Lo consiglierei soprattutto ai cittadini (come me), agli scettici (quelli del “l’erboristeria è una cosa New Age”, per farli ricredere), ai curiosi, a chi cerca un contatto autentico con la natura, a quelle persone che vogliono assaporare una dimensione fatta di lentezza e silenzio. Lo consiglierei a chi vuole staccare la spina dal caos, dalla frenesia e dallo smog, a chi vuole tornare a toccare la terra. a chi vuole abbracciare gli alberi senza essere preso per folle 🙂

In ogni caso, vi segnalo alcune cosucce che potrebbero esservi utili se vorrete iscrivervi ai corsi.

  • Come arrivare? Se vi muovete con i mezzi pubblici, si può raggiungere comodamente Marzabotto in treno da Bologna. Ci si impiega circa mezz’ora. Potete poi contattare direttamente il Giardino, perché sono disponibilissimi per i passaggi.
  • Dove alloggiare? Al Giardino di Pimpinella c’è la possibilità di dormire gratuitamente in camerata. Non ci sono moltissimi posti quindi è meglio prenotare subito al momento dell’iscrizione. Si tratta di sistemazioni spartane, e bisogna portare sacco a pelo e asciugamani. Il Giardino di Pimpinella è comunque convenzionato con alcuni graziosi bed and breakfast nelle vicinanze.
  • Come vestirsi? L’importante è vestirsi comodi. Inoltre il Giardino è in collina e c’è sempre un p’ di escursione termica, quindi considerate di coprirvi bene la sera. Mi raccomando, portate scarpe comode: è vero che si cammina sui sentieri, ma si è pur sempre in mezzo alla natura (ne avevo già parlato in questo articolo, ricordate?). Meglio attrezzarsi con degli scarponcini.
  • E per i pasti? Solitamente i pasti sono compresi nel corso dei corsi e dei workshop. Si mangia molto vegetariano e vegano, anzi: spesso si mangeranno cibi preparati con le erbe raccolte durante le passeggiate botaniche. Nessuna paura comunque: cibo eccellente, abbondante e saporito! Io mi sto ancora sognando i fiori di robinia fritti che abbiamo mangiato una sera…
  • Per tutte le informazioni, comunque, vi consiglio di consultare il sito.

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