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Creta di città: Chania, Rethymno, Heraklion

Al nostro primissimo incontro, Creta era calda e caotica: indossava un abito cittadino e un po’ incattivito, come qualcuno che sta di malumore perché deve fare troppe cose, e di fretta, e c’è troppa calca. Al nostro secondo incontro (due ore e mezza di pullman più tardi e 140 chilometri circa più a ovest), si era un decisamente ammorbidita, si era adornata di buganvillee e aveva l’aria placida – sebbene un po’ affannata – di chi è appena rientrato a casa e non vede l’ora di accogliere amabilmente gli ospiti.

Per dirla con meno poesia: siamo arrivati a Heraklion e poi ci siamo subito spostati a Chania. Credo abbiate capito che abbiamo preferito decisamente la seconda alla prima.

Tanto per capirci: Chania 1 – Heraklion 0.

Creta e le sue città

Forse non si visita Creta per le città. Forse la si visita soprattutto per l’archeologia, la natura e le spiagge, eppure anche il lato cittadino dell’isola più grande della Grecia cela incredibili bellezze. Bisogna sapere dove guardare. Bisogna sapere dove cercare. Bisogna – soprattutto – essere pronti a coglierla quella bellezza.

E ve lo dice una che ha trascorso i primi due giorni a Chania a lagnarsi perché “aspetto ‘sto viaggio da mesi, e quando arrivo io PIOVE?”.

Comunque, capricci della sottoscritta a parte, a Creta abbiamo trovato cittadine incredibilmente piacevoli, suggestive, nelle quali la storia si è depositata strato su strato e dominazione dopo dominazione, per regalare scorci fuori dal tempo, quiete e un incredibile senso di possibilità. Possibilità di andare o rimanere, di essere esploratori o solo osservatori. Difficile spiegarlo: ma quando una città vive, quasi immutabile, da secoli, l’eco di tutti i passaggi rimane. Diventa una sorta di genius loci. Questo, per quanto mi riguarda, a esclusione della capitale dell’isola, ma ci torneremo più avanti.

Le città più importanti di Creta sono quattro:

  • Heraklion (l’antica Candia veneziana), capitale dell’isola e città piacevole solo se si amano caos, abusivismo edilizio e sporcizia. Devo ammettere che è però un ottimo punto logistico per chi vuole visitare la parte centro-orientale dell’isola o esplorare le principali attrattive archeologiche. E poi c’è l’aeroporto su cui si può volare low cost. Rimando comunque a più avanti le mie personalissime – e forse eccessivamente dure – considerazioni in merito a Heraklion.
  • Chania. Ah (sospiro), Chania. La cittadina perfetta. Vivace senza essere eccessivamente caotica, romantica senza essere stucchevole, storica senza diventare pesantona. E’ per dimensioni la seconda città di Creta, è capoluogo dell’omonima provincia situata nella parte occidentale dell’isola e pure lei ha un aeroporto internazionale servito anche da voli low cost. Ed è bella, bellissima.
  • Rethymno, la sorellina minore di Chania per stile e suggestione. Come capita spesso alle sorelle più piccole, patisce un poco il confronto con la grande, ma resta comunque una cittadina molto graziosa.
  • Agios Nikolaos. Situata nella parte orientale dell’isola e affacciata sul golfo di Mirabello, davanti all’isola di Spinalonga, pare che sia tra le più trendy delle città cretesi. Dico pare perché, come ampiamente spiegato qui, noi non abbiamo avuto tempo e modo di visitarla.

Ovviamente, ci sono altre cittadine di medie dimensioni, come Sitia o Georgopoulis. I centri abitati di maggiori dimensioni si concentrano comunque sulla costa nord dell’isola, maggiormente servita e pianeggiante. Il municipio posto invece più a sud di tutta l’isola (e di tutto il continente europeo) è Ierapetra.

Chania la bella

Chania è il genere di cittadina di cui non si può fare a meno di innamorarsi. Così, di primo acchito proprio.

Prima ancora di conoscerla è già irreversibile colpo di fulmine. Con tutto ciò che un colpo di fulmine comporta, cioè la difficoltà ad accettarne i limiti e le storture e l’opposta tendenza a idealizzare qualsiasi cosa, in un’estasi di “Oooooh, guarda quel giardinetto!” e di “Oooooh, ma che bello questo scorcio!”.

Ma il fatto è che Chania, pur essendo la seconda città cretese per dimensioni, ha mantenuto un’aria romantica e placida da mediterranea di una certa età: affaticata forse, ma nel suo volto segnato dallo scorrere del tempo la bellezza della gioventù è ancora potente, quasi feroce nel suo rincorrersi di contrasti. Ecco allora che prima ti pare di trovarti in un disordinato paesotto di provincia, ma poi giri un angolo o imbocchi un vicolo ed è subito magia: seggioline blu e bianche fuori dagli usci, lunghe file di vasi e vasetti di fiori, cascate di buganvillee aggrappate ai balconcini. Ecco allora che prima stai passeggiando tra vetrine di negozi alla moda, e poi voilà, la strada si apre sul Porto Veneziano e sulle sue mille luci riflesse nel mare. Ecco allora che sei convinto di essere in Europa, ma poi giri l’occhio ed ecco un minareto o le forme sinuose di una ex moschea, e ti ricordi all’improvviso – ma qui è cosa normale – che Creta è oriente e occidente, tutto insieme, tutto mischiato, e rinchiuderla in un’unica definizione significa farle un torto marcio.

Un po’ di storia…

Quella che in greco si chiama Chania in italiano sarebbe La Canea: è capoluogo dell’omonima unità periferica cretese, situata nell’area occidentale dell’isola di Creta e delimitata ad est dalla penisola di Akrotiri, dove si trova anche l’aeroporto che la collega al resto dell’Europa.

Di origini minoiche, Chania portò in passato il nome di Cidonia: fu colonia romana e parte dell’Impero Romano d’Oriente; conobbe un breve periodo di dominazione genovese (1267-1290) e dopo la IV crociata passò sotto il dominio veneziano. Fu poi conquistata dagli ottomani nel 1645 e restò sotto l’egida turca fino al 1898, anno in cui la rivolta alla dominazione straniera ebbe la meglio e portò alla fondazione di uno stato di Creta autonomo (con Chania capitale).

Insomma, gente tosta ‘sti cretesi: le vicende legate alla ribellione ottomana sono tra i pilastri fondamentali dell’identità dell’isola. Basti pensare all’importanza che hanno per i cretesi (e per i greci tutti) episodi come il sacrificio del Monastero di Moni Arkadiou.

Comunque, Chania restò capitale dell’isola anche dopo l’unificazione di Creta al resto della Grecia e mantenne il titolo fino al 1971, quando invece passò scettro e corona a Heraklion.

I segni di tutto questo avvicendarsi di dominazioni sono tutti ingarbugliati nell’architettura, nei nomi, nei rimandi e nei profumi di questa città unica.

Una città da scoprire poco a poco

Fin da quando abbiamo pianificato il nostro viaggio a Creta sapevamo che Chania sarebbe stata una meta imperdibile. Colpa dei vari gruppi Facebook dedicati alla Grecia in generale e a Creta in particolare, dove durante l’estate venivano pubblicate quotidianamente splendide fotografie di una cittadina color dell’ocra, tutta a vicoli in pietra e ferro battuto e tavolini di deliziose taverne su ogni gradino. Il che significa che nei nostri pensieri si alternavano aspettative altissime e altrettanto alte vette di cinismo pre-partenza, quelle che ti fanno dire con una scrollata di spalle “Sì, vabbeh, sarà merito di Photoshop, figurati se è così davvero”.

Bene, era così davvero. E calcolate che eravamo appena reduci da: levataccia alle 2 del mattino, pullman fino a Malpensa, controlli vari pre-volo, volo, viaggio in pullman dall’aeroporto a Heraklion e da Heraklion a Chania. Una combinazione di sonno e stanchezza potenzialmente in grado di far sembrare brutto anche il paradiso. E invece.

Noi a Chania ci siamo fermati tre giorni. La previsione era di tenerla solo come base di appoggio per visitare la zona nord-ovest di Creta, ma il tempo non ha aiutato e quindi abbiamo fatto di necessità virtù e abbiamo girato Chania in largo e in lungo. L’abbiamo vista di giorno e di notte, affollata e silenziosa; abbiamo passeggiato nei suoi angoli più noti e abbiamo gironzolato in quelli meno battuti dalle orde di turisti (sì, c’erano anche a metà ottobre, ma pochissimi gli italiani). E quindi mi sento di affermare che Chania è una città da scoprire a poco a poco.

Niente abbuffate di Chania: se ne uscirebbe storditi, dopotutto è sempre una città e come tale ha il suo corredo di calca, traffico e caos. Chania è una città da assaporare a bocconi che si sciolgono lenti in bocca.

Cosa vedere a Chania

  • Il Porto Veneziano. E’ la parte di Chania che più mi è rimasta nel cuore. Non solo perché è scenografico all’ennesima potenza – lo spettacolo delle luci della città che si riflettono tremolanti nell’acqua color vinaccia del tramonto è qualcosa che leva il fiato – ma anche e soprattutto perché è uno di quei luoghi dove si riesce a sentirsi soli e intimi pure quando sono affollati. Lungo le due ali del porto si susseguono ristorantini (in linea di massima trappole acchiappaturisti) e bancarelle, artisti di strada e pescatori. Occhio però in caso di maltempo: le onde invadono continuamente la passeggiata, inondando le scarpe degli incauti che non vi hanno prestato attenzione. Ve lo dico per esperienza diretta, eh.
  • La città vecchia. Animi romantici, questa è per voi! Ma anche per voi che romantici non lo siete, perché tanto qui lo diventate per forza di cose. Stretta tra il porto e le mura veneziane, la città vecchi è un gomitolo di stradine e scalette e vicoli e cortili minuscoli. Fatico a darvi indicazioni precise, perché noi ci siamo persi e ripersi continuamente (e giuro che non lo facevamo apposta).
  • La moschea dei Giannizzeri. Cioè l’edificio più riconoscibile di Chania. Situata sulla darsena occidentale del porto, ha un’inconfondibile color rosino e un altrettanto inconfondibile tetto a cupole bianche con effetto marsh-mellow. Ma lo dico solo per scherzare: l’edificio – che oggi non è più moschea ma sede espositiva per mostre – ha un fascino tutto particolare soprattutto al tramonto, avvolto nella luce calda del sole morente.
  • Il mercato coperto di Chania, meta imperdibile se volete fare un tuffo nella combo perfetta tra turismo e localismo. Si tratta a tutti gli effetti di un mercato: l’imponente struttura a croce accoglie bazar, negozietti e alimentari dove si può trovare di tutto, dalle cinesate ai prodotti autentici cretesi, dall’abbigliamento al cibo. E quindi capita di scegliere il costume da bagno mentre lì accanto il macellaio espone ai ganci interi quarti di bue o teste di capra mozzate, ma va benissimo così 🙂 La cosa più bella, però, sono i ristorantini minuscoli che i aprono tra una bottega e l’altra: uno dei rari posti di Chania dove è ancora possibile vedere turisti e gente del posto mangiare fianco a fianco.

A tutto questo ci sarebbe da aggiungere molto altro: come la chiesa di San Nicola, che accanto al campanile ha un minareto, oppure il Museo Archeologico della cittadina, pregevole anche se piccino rispetto a quello di Heraklion. Molto affascinante anche la Cattedrale dei Tre Martiri, situata lungo via Chalidon poche decine di metri prima del porto veneziano. Personalmente, aggiungerei anche graffiti e scritte sui muri: un mondo tutto a sé e assai affascinante. 

Dove mangiare a Chania?

Ora parliamo della cosa più seria di tutte: il cibo. Perché, se non l’avete ancora capito, per noi il cosiddetto F.A. (fattore alimentazione) in un viaggio è fondamentale: cerchiamo di mangiare esclusivamente locale e la scelta del “dove” si porta via quotidianamente mezz’ore intere di disquisizioni.

A Chania la scelta era così ampia da metterci davvero in difficoltà. Avevamo troppo pochi giorni per provarli tutti!

La città – a cominciare dalla parte vecchia – è davvero piena di taverne, prevalentemente a conduzione familiare, dove è possibile mangiare davvero bene a prezzi molto convenienti (e porzioni molto abbondanti). E se vi dicessi che pure a metà ottobre abbiamo sempre cenato di fuori, sotto pergolati di gelsomini o sotto le foglie di fichi secolari, ci credereste? Per me era meraviglia pura.

Comunque, eccovi alcuni consigli personalmente testati.

  • Ellotia Restaurant (Par. 1i Portou 6, Chania). Immaginate una vecchia corte cretese, con porticati e terrazzi affacciati su un cortile interno, tutto in pietra. Immaginate poi di cenare proprio lì, nella corte, sotto le foglie di un fico antichissimo cresciuto tra gli edifici. E, come ciliegina sulla torta, immaginate pure di mangiare un sacco e spendere poco. Ecco, allora siete stati all’Ellotia. A noi ha colpito soprattutto la location, eravamo tutti un gridolino estasiato e meraviglia che sprizzava da tutti i pori: anche il cibo era molto buono, ma questo ristorante è sul podio per l’ambientazione prima che per il cibo (comunque ottimo).
  • Taverna Strata (Portou 54, Chania). Situata a ridosso della Mura Veneziane di Chania, questa taverna è la perfetta rappresentazione di ciò di cui parlavo qualche paragrafo più sopra: tavolini per strada, suggestione e atmosfera rilassata.
  • Moutoupaki Taverna (Portou 56, Chania). Terza cena, terzo ristorante, prima posizione assoluta. Merito del pergolato di gelsomini o dell’ottimo cibo? Non lo so, so solo che è stata una cena da film. Il venticello della sera sospingeva profumatissimi fiori di gelsomino sul tavolo, la musica di sottofondo accompagnava l’acciottolio di posate e piatti dai tavoli vicini e infine, ta daaan: un ENORME piatto di specialità cretesi. Enorme, non sto scherzando. E buonissimo. Ed economico! Mi sto ancora sognando quella gemista (pomodori e peperoni ripieni di riso e spezie). Ma anche tutto il resto.
  • Alcanea Morning. Una menzione d’onore va a questo piccolo, piacevolissimo locale situato nell’ultimo del porto veneziano: qui ho provato il mio primo mountain tea cretese, qui Martin ha provato una marmellata che ancora certe volte se la sogna, ma soprattutto qui abbiamo assaggiato la nostra prima marathopita, la torta di finocchietto con feta. E abbiamo fatto tutto questo seduti vista porto, sotto l’ennesimo pergolato (di vite, questa volta). Io adoro i pergolati, si è capito?

Rethymno la bohémienne

Faccio una premessa doverosa. Sono convinta che non esistano città belle o brutte in senso assoluto: molto dipende dalla predisposizione personale, dal momento, da ciò che succede prima o dopo, da ciò che ci si aspetta e da ciò che invece si trova.

Ecco, questo per dire che abbiamo visitato Rethymno negli ultimi due giorni prima di tornare in Italia, dopo una full immersion nel silenzio e nella natura del sud di Creta e soprattutto dopo aver già visto Chania. Il che si è tradotto in meno entusiasmo di quanto ci aspettassimo prima di partire. Significa che Rethymno è brutta? Assolutamente no, anzi! Significa solo che a noi è risultata meno d’impatto di Chania, a cui peraltro assomiglia molto (ma più in piccolo). Forse senza il paragone con la sorella maggiore l’avremmo apprezzata maggiormente.

In verità Rethymno è una cittadina graziosissima.

Raccolta e poco pretenziosa, ha un certo carattere bohémienne tutto suo. Se Chania è una bella donna matura dal fascino mediterraneo, Rethymno è sua figlia: un po’ più giovanile, un po’ meno definita nella sua bellezza, eppure con tratti molto simili. C’è un eco di bellezza che si rincorre nei tratti delle due cittadine occidentali di Creta.

Ma se in Chania hanno prevalso i tratti europei, il carattere più evidente di Rethymno è l’impronta ottomana. La si scorge nei minareti – molto più numerosi – ma anche nell’urbanistica, nelle antiche case veneziane rilavorate e nelle decorazioni. Eppure la cittadina è e resta totalmente greca: il mix di culture fa parte del dna di questa isola speciale.

Cosa fare e vedere a Rethymno

La cosa principale da fare per assaporare il gusto della cittadina è passeggiare con calma. La fretta è nemica di Rethymno, perché ne ucciderebbe la caratteristica principale: la suggestione della lentezza, cioè l’unica in grado di far davvero apprezzare la luce soffusa dei vicoli, il profumo di spezie fuori ai ristorantini, i grappoli variopinti di fiori esplosi negli angoli più sperduti.

Noi abbiamo preferito assaporare l’atmosfera della città così, girovagando senza meta tra i vicoli, piuttosto che rincorrere monumenti e scorci cartina in mano e stanchezza nei piedi. E sapete che c’è? Credo che l’unico modo per vivere davvero Rethymno sia immergercisi.

Comunque, le cose da vedere non mancano.

  • La fortezza veneziana. Massiccia e imponente, domina tutta la cittadina dall’alto. La sua sagoma fa percepire ciò che Rethymno doveva essere sotto la dominazione veneziana: una fiorente cittadina sul mare, vivace e florida. Oggi la fortezza è principalmente un ammasso di rovine, costa 4€ di ingresso e offre un bel panorama sul mare e sulla città.
  • La moschea Neratze. Non potrete non notarla, visto che il suo alto minareto è stato da poco restaurato e svetta sulla cittadina come una candela. In passato era una chiesa, poi fu trasformata in moschea durante la dominazione ottomana e oggi è usata per mostre ed esposizioni. E’ molto bello il contrasto che si crea tra l’edificio antico e la piazza circostante, ampia e moderna, dove campeggiano costruzioni coperte di murales e trovano spazio ragazzini e skater.
  • Il porto veneziano di Rethymno. Che è un po’ la riduzione in scala di quello di Chania: nel senso che ha la stessa struttura, la stessa forma di darsena, pure il faro nello stesso stile… Ma è tutto più piccolo. E niente, questa cosa ci ha fatto molto sorridere.
  • La Fontana Rimondi. La troverete nel centro della città vecchia, precisamente in piazza Platanou: non potrete sbagliare, si crea un assembramento di turisti proprio lì quindi andate a colpo sicuro. La fontana fu costruita nel 1626 e copriva parte del fabbisogno di acqua della città. Suggestiva con le colonne a capitelli corinzi e le teste di leone, offre ancora oggi acqua fresca ai passanti.
  • Il centro storico. Ok, ho già ampiamente parlato dei vicoli. Ma il centro storico non è solo viuzze suggestive. E’ anche un susseguirsi di botteghe artigiane di grande bellezza, è anche botteghe storiche: abbiamo scovato uno degli ultimi laboratori cretesi che lavora la pasta fillo a mano, e l’ultimo della Grecia a produrre a mano anche i kataifi, i sottilissimi spaghetti di pasta usati in molti dolci tipici greci! Credo che il baklava più buono della vacanza l’abbiamo preso lì, direttamente dalle mani della vecchina tutta sorrisi e zero inglese che con il figlio tiene vivo il laboratorio.
  • Nyn & Aei. Menzione d’onore a questo piccolo, dimesso ed ECCELLENTE ristorantino nel cuore della Rethymno vecchia. Non solo per le bellissime bungavillee fucsia che ne decoravano l’ingresso e i tavoli all’esterno, ma soprattutto per la genuinità del cibo e la simpatia delle titolari. Pollice in su per Maria, la cameriera più simpatica della città 🙂

Heraklion l’affollata

Infine, eccomi qua a spendere qualche parola anche per l’unico punto di Creta che non mi ha entusiasmata neanche un po’: la capitale Heraklion.

Ne spenderò poche, di parole. Non per supponenza, ma perché a Heraklion ci siamo stati solo di passaggio il primo e l’ultimo giorno e sono quindi consapevole che il mio parere può essere viziato da mille cose, non da ultima la fretta.

Quindi, Heraklion. Cuore economico dell’isola, credo, perché qui si concentra il grosso della popolazione (e si vede), nonché snodo principale per chi vuole visitare i principali e più famosi siti archeologici di Creta, cioè Cnosso, Festo e Malia.

Il che si traduce in una cosa sola: CAOS. Maree di gente, code infinite di macchine strombazzanti e intasate da altrettanto infinite code di pullman che vomitano turisti pensionati a getto continuo davanti al Museo Archeologico e poi se ne vano a parcheggiare mentre questi, straniti dal caldo e dalla ressa, restano lì impalati nell’afa cittadina, alimentando ulteriormente i clacson, lo stress, il caos.

E poi c’eravamo noi, con i nostri zainoni enormi da trekker e l’insano desiderio di “vedere un pochino anche Heraklion, dai, già che ci siamo”. Ma quanto mai.

Ammetto che dopo la vivace bellezza di Chania, dopo le silenti meraviglie naturalistiche della costa sud e dopo la placida quiete di Rethymno, l’incontro-scontro con Heraklion è stato un vero shock. Infatti abbiamo fatto l’unica cosa sensata da fare in quelle circostanze: abbiamo mollato gli zaini nel guardaroba del Museo Archeologico, siamo andati in una bakery a prendere qualcosa da mangiare sotto un albero in piazza e poi siamo entrati nel museo. Che era pure caotico, ma almeno la gente parlava sottovoce (cosa affascinante dei musei, questa).

E prima di chiudere urgono alcune informazioni e puntualizzazioni, giusto per non sembrare solo una disfattista.

  • Heraklion è la capitale di Creta e come tale ha tutti i servizi. La stazione dei pullman della KTEL collega la città al resto dell’isola in maniera efficiente e precisa, e non ho remore  dire che dovremmo pure prendere esempio per certe città d’Italia.
  • Ad Heraklion c’è l’aeroporto principale di Creta, il N. Kazantzakis, che oltre a collegare l’isola all’Europa a prezzi decisamente vantaggiosi è anche ben servito verso il centro città.
  • Il Museo Archeologico è davvero bellissimo. Ha un’incredibile quantità di reperti dell’età minoica e i percorsi sono intuitivi, ben spiegati e comodi da seguire. Non a caso è uno dei musei archeologici più importanti d’Europa. Se siete interessati a visitare anche Cnosso, sappiate che è possibile comprare un biglietto di ingresso cumulativo.
  • Spulciando su siti e gruppi Facebook, pare che ci sia parecchio da vedere anche a Heraklion, la veneziana Candia. Noi dal viaggio cercavamo altro – silenzio, natura e relax – ma non escludo che anche la capitale possa racchiudere grandi bellezze. Ammetto i miei limiti, a me non è piaciuta… Però chissà.
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