Storie

Donne senza confini: viaggiatrici nella storia

In occasione della Festa della Donna, ho pensato che sono stanca di statistiche negative. Di numeri e storie che parlano di donne umiliate, maltrattate, sminuite.

Ho pensato che è ora di parlare di donne forti, indipendenti, curiose. Donne che viaggiano, esplorano il mondo e possono fare da esempio per tutte noi. Anche perché, diciamocelo: le donne viaggiatrici sono sempre di più!

Le prime esplorazioni di viaggiatrici solitarie nella storia risalgono alla fine del Settecento, quando alcune intrepide esponenti del “sesso debole” (sì, come no!) iniziarono a scardinare i pregiudizi dell’epoca, avventurandosi in viaggi rocamboleschi e affascinanti in giro per il globo. Se consideriamo che ancora oggi una donna che viaggia da sola è vista con sospetto, immaginiamo come dovevano risultare scandalose le prime donne viaggiatrici della storia!

Non so perché, ma a me questo le fa risultare ancora più simpatiche.

Eccovi allora un breve excursus sulle più toste viaggiatrici della storia. 

Jeanne Barè, la prima donna a circumnavigare la terra

Jeanne Barè, francese, nacque nel 1740 e fu la prima donna a circumnavigare la terra. Per farlo dovette però vestirsi da uomo, perché alle donne non era permesso salire sulle navi francesi. Poco male: la Barè indossò i pantaloni e nel 1766 si imbarcò come assistente di viaggio del botanico e naturalista Philibert Commison. I due tennero un diario di bordo con le annotazioni e le osservazioni dei viaggi.

La Barè fu smascherata a Tahiti, le fu concesso dal capitano di raggiungere le isole Mauritius e lì si fermò per qualche tempo. Terminò la circumnavigazione della terra nel 1775.

Nellie Bly, la reporter coraggiosa

Viaggiatrice, reporter, tra le prime giornaliste investigative della storia dell’informazione contemporanea, Elizabeth Jane Cochrane – Nellie Bly era lo pseudonimo – è la capostipite del giornalismo d’inchiesta femminile, nonché una delle donne che maggiormente ammiro nella storia.

Nata in Pennsylvania nel 1864, Nellie Bly divenne una delle più impavide viaggiatrici e reporter della storia americana. Il suo nome è legato principalmente a due imprese. La prima è l’investigazione in incognito nel manicomio Women’s Lunatic Asylum sull’isola di Blackwell, dove la Bly si fece rinchiudere per dieci giorni fingendosi pazza: da questa esperienza nacque una delle più significative inchieste del giornalismo americano sui manicomi. Nel suo lavoro, si dedicò sempre a documentare le condizioni delle classi più povere, degli operai delle fabbriche e delle donne.

La seconda impresa invece fu il giro del mondo in 72 giorni, da sola e senza accompagnatori. La Bly toccò Europa, Giappone e Cina, rifacendosi idealmente al protagonista del romanzo di Jules Verne “Il giorno del mondo in 80 giorni”.

Freya Stark e l’amore per il Medio Oriente

Fu la prima persona occidentale a visitare le regioni dell’Iran occidentale e una delle prime viaggiatrici a muoversi sola nel Deserto Arabico. Realizzò mappe e cartografie di aree ancora sconosciute, tenne lunghi e dettagliati diari di viaggio, esplorò il Libano, la Persia, l’Iraq e la Siria.

Freya Stark è stata quella che si potrebbe definire una viaggiatrice “con le palle”. Inglese di origine (nacque nel 1893), nacque a Parigi ma crebbe in Italia.

“Se mi si chiedesse di elencare i piaceri del viaggio, direi che questo è uno dei più importanti: che così spesso ed inaspettatamente si incontra il meglio della natura umana, e vederlo così, di sorpresa e spesso in situazioni talmente improbabili, si arriva, con un piacevole senso di gratitudine, a realizzare quanto ampiamente siano sparse nel mondo la bontà e la cortesia e l’amore per le cose immateriali, che fioriscono in ogni clima, su qualsiasi terreno.” (Freya Stark)

Isabella Bird, attraverso gli Stati Uniti a cavallo

Curiosa, inquieta, affamata di luoghi nuovi: questa era Isabella Bird, scrittrice inglese che nella seconda metà dell’Ottocento girò il mondo e narrò i suoi viaggi in libri di successo.

Prima donna ad essere ammessa alla prestigiosa Royal Geographical Society, la Bird toccò le Ebridi, l’Australia, le Hawaii (allora note come Isole Sandwich) e il Colorado: fu qui che partì per il suo viaggio attarverso gli Stati Uniti in groppa a Birdie, il suo cavallo. Percorse così 800 miglia e attraversò le Montagne Rocciose, cavalcando alla maschile e senza accompagnatori.

Successivamente visitò Giappone, India, la regione del Kahmir, la Corea e la Manciuria. Il suo ultimo viaggio la portò in Marocco.  Mica poco, eh?

Annie Smith Peck, capostipite delle viaggiatrici in montagna

Annie Smith Peck è considerata una delle più grandi alpiniste di tutti i tempi. Americana nata nel 1850, si trasferì in Europa quando era molto giovane per studiare archeologia, e fu qui che scoprì la sua passione per la montagna.

La prima sfida superata da Annie Smith Peck fu quella dell’abbigliamento: nel 1895 fu la prima donna a scalare il Cervino indossando i pantaloni. Se consideriamo che all’epoca una donna poteva essere arrestata per aver indossato i pantaloni in pubblico, capiamo come mai la scelta della Peck sollevò un tale polverone, che finì per far passare in secondo piano la sua avventura alpinistica. Nel 1908 fu la prima donna a raggiungere la vetta del Monte Huascaran (6768 metri) in Perù, nonché la prima donna a raggiungere una vetta prima di un collega di sesso maschile.

Femminista e suffragetta, non si sposò mai e coltivò la sua passione per l’alpinismo per tutta la vita. La sua ultima scalata fu il Mount Madison nel New Hampshire, che raggiunse a 82 anni.

E le viaggiatrici di oggi?

L’elenco di donne viaggiatrici può essere ancora molto lungo. Si potrebbe parlare di Amelia Edwards e delle sue battaglie per la tutela del patrimonio archeologico egiziano, oppure di Gertrude Bell, senza dubbio una delle esploratrici e diplomatiche britanniche più famose.

Si potrebbero citare Alexandra David Neel (prima donna occidentale a visitare il Tibet), Isabelle Eberhardt e la sua vita di avventure nel Maghreb dove abbracciò la fede musulmana, o l’aviatrice Amelia Earthart. Tante, tantissime donne più o meno giovani che hanno deciso di vivere il viaggio e scoprire il mondo: sfidando convenzioni, tabù, limitazioni.

E oggi? Secondo i dati di TripAdvisor – citati nell’articolo “Guida pratica per viaggiatrici solitarie” di Valentina Pigmei del 2016 – le donne sono il 53% dei viaggiatori solitari. E il numero continua a crescere.

Proliferano i blog, le pagine, i siti e le testimonianze di donne e ragazze che si muovono, e si muovono sole. Che non hanno paura di esplorare e scoprire. Che si ispirano a viaggiatrici del passato o del presente. Personalmente – da donna e da amante dei viaggi – trovo che questo sia il dato più bello di tutti.

Leave a Reply