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Marettimo, consigli per godersi l’Isola Sacra

Di Marettimo ho già parlato tanto: ho raccontato le mie impressioni su quest’isola indimenticabile e con Martin ho pure pensato bene di organizzarci un corso di pittura all’aria aperta, per far conoscere anche ad altri la magia di questo lembo di terra.

L’unica cosa di cui ancora non avevo parlato erano le dritte. Le informazioni pratiche. Gli aspetti pragmatici, insomma. Quelli necessari per non arrivare in un posto pieni di aspettative sbagliate e rovinarsi così il viaggio.

Perché una cosa è importante dirla: Marettimo è una favola, ma per apprezzarla bisogna sapere che non è un’isola come tutte le altre. Scordatevi spiagge di sabbia bianca e ciabattate in infradito, ad esempio. Fate spazio nel bagaglio agli scarponi da trekking. Preparatevi a scarpinare su e giù per i suoi sentieri.

L’anima di Marettimo sta tutta qui.

Uno dei tipici scorci di Marettimo

Marettimo, consigli e informazioni utili

Marettimo è la terza delle isole Egadi, al largo della costa trapanese in Sicilia. E’ inserita nell’area marina protetta delle Egadi (la più ampia d’Europa) e questo ha permesso di mantenere pressoché intatto il suo ricchissimo patrimonio naturalistico. Ha una superficie di poco più di 12 chilometri quadrati ed è prevalentemente montuosa.

Anzi, diciamo pure esclusivamente montuosa.

Questo ve lo dico perché, ecco, se vi aspettate le spiagge candide e la dolce piana di Favignana… Restate a Favignana. Marettimo è terra di rocce, grotte e pendii.

Come arrivare

Marettimo è collegata al porto di Trapani da una linea di aliscafi, la Liberty Lines, che serve tutte e tre le Egadi. Il biglietto per raggiungerla costa all’incirca 15 euro, ma considerate che all’andata nel prezzo è inclusa anche una tassa di sbarco.

Nel periodo estivo le corse degli aliscafi sono più frequenti che in inverno, quindi se viaggiate in bassa stagione verificate gli orari in modo da beccare tutte le coincidenze. QUI trovate il sito della Liberty Lines con gli orari aggiornati.

Comunicazione doverosa: più che quello per Favignana e Levanzo, il viaggio per Marettimo può essere influenzato dalle condizioni meteo.

Significa che in caso di scirocco forte, o comunque di mare difficile, le corse degli aliscafi da e per l’isola potrebbero non partire. E’ una cosa che abbiamo provato sulla nostra pelle: il giorno del rientro (sigh!) abbiamo dovuto prendere l’aliscafo al mattino invece che quello del pomeriggio… Perché quello pomeridiano sarebbe stato soppresso per via dei venti contrari! Quindi non dimenticate di controllare le previsioni con un discreto anticipo.

Scalo Nuovo, dove attraccano gli aliscafi da Trapani

Il collegamento con gli aeroporti

Sia l’aeroporto di Trapani – Birgi che quello di Palermo – Punta Raisi sono collegati al porto di Trapani con pullman di linea diretti, o quasi. La fermata tra l’altro è proprio di fronte all’imbarcadero per le Egadi, quindi è molto comoda.

  • Da Trapani -Birgi al porto. Il viaggio dura circa mezz’ora e la corsa è praticamente diretta. Si possono comprare i biglietti in aeroporto o direttamente dall’autista, e costano 4 € a testa.
  • Da Palermo – Punta Raisi al porto di Trapani. Con un’ora e un quarto di pullman si arriva dritti dritti al porto. Anche in questo caso, i biglietti si possono fare in aeroporto (c’è il bancone vicino all’uscita, zona arrivi)  e costano 9 € a testa. Vi consiglio di verificare le coincidenze: ad aprile partiva un pullman ogni due ore.

Come muoversi a Marettimo

Non ci sono molte alternative: a piedi oppure in barca.  In estate c’è la possibilità di fare anche escursioni a dorso d’asinello.

Il paese di Marettimo è infatti molto piccolo e non sono ammesse automobili. Soltanto i residenti possono portare l’auto sull’isola, ma considerate pure che la maggior parte delle “strade” appena fuori dal centro abitato sono sentieri e mulattiere.

Muoversi a piedi permette di assaporare il bellissimo entroterra, di sentire i profumi della macchia mediterranea e di immergersi nell’anima di roccia dell’isola.

Le escursioni in barca portano invece a conoscere il perimetro dell’isola e le sue celebri grotte. Tra giochi di luce e riflessi d’acqua color zaffiro, è l’unico modo per raggiungere alcune calette – come la famosa Cala Bianca – e per vedere punti di Marettimo altrimenti inaccessibili. I pescatori locali mettono a disposizione le  loro barche per condurre i turisti: il giro dura all’incirca 3 ore e costa sui 15 €, ma si possono fare anche escursioni più lunghe, con grigliata di pesce a bordo oppure al tramonto.

Cosa mangiare

Pesce. Passo e chiudo.

Il pesce a Marettimo è onnipresente, e non potrebbe essere altrimenti visto che stiamo parlando di un’isola dove la pesca costituisce da sempre una delle maggiori fonti di sostentamento per gli abitanti.

Il pesce si può comprare direttamente allo Scalo Nuovo ogni mattina. I pescatori rientrano attorno alle 8.30 circa e basta fare un giro per trovare le varie barche ormeggiate e gli uomini impegnati a togliere i pesci dalle reti e a gettarli in cassette di legno o bidoni colmi. In alternativa, c’è il pesce a domicilio: Peppe gira per il paese con carriola, cassette e bilancino. A seconda del periodo si trovano ovviamente pesci diversi, quindi non pretendete i calamari se è stagione di boghe e ritunni!

Comprare il pesce appena pescato è – che ve lo dico a fare – un’esperienza unica di bontà e genuinità. Non c’entra niente con quello che siamo abituati a trovare al supermercato in città, quindi se state per dire “Ma a me il pesce non piace!” fermatevi un attimo, provate e poi ne riparliamo. Ok?

Marettimo e la sua cucina

A parte il pesce-fai-da-te, Marettimo offre una cucina squisita, ricca di sapori e di profumi. Come tutta la Sicilia, a dire il vero, con il surplus della freschezza dei prodotti e degli aromi. Molte delle erbe e delle spezie usate sono reperibili in loco – rosmarino, timo, finocchietto selvatico solo per dirne alcune – e si sente.

Non perdetevi la pasta con le sarde, le busiate con pesto alla trapanese, il coucous di pesce (il cùscusu, come si chiama alla sicula), la pasta alla siciliana, il pesce grigliato. Ma anche il pane cunzatu, i dolcetti di san Giuseppe, le genovesi con la crema della ricetta ericina, e chi più ne ha più ne metta.

Non mi stancherò mai di tessere le lodi imperiture alla cucina sicula.

Interessantissimo anche il miele: quello autentico marettimaro è ottenuto dalle piante locali, e quindi rosmarino ed erica su tutte. Qui la transumanza delle api è fondamentale: di pendio in pendio, di pineta in pineta alla ricerca delle fioriture stagionali, e spesso anche di isola in isola, perché Marettimo è troppo piccola per una produzione annuale significativa.

Dove mangiare

Dopo avervi ripetuto più volte che Marettimo è piccola, probabilmente state già sudando freddo con il pensiero “Sì ok, tutto bellissimo, ma per mangiare dove vado?”.

No problem: non morirete di fame. Anzi.

Sono numerosi i ristorantini, le trattorie e i bar che offrono anche spuntini caldi e pasti veloci. Il Pirata, il Veliero, Al Carrubo, Hiera, La Cambusa, Il Timone, La Scaletta, ma anche la pizzeria d’asporto La Lampara e I Freschi Street Food: già dai nomi capite che qui il mare vince su tutto, domina e conquista anche i palati. Le parole d’ordine sono freschezza e stagionalità e i piatti spesso cambiano di giorno in giorno a seconda della disponibilità.

In paese ci sono anche il panettiere e alcune botteghine che vendono più o meno qualsiasi cosa: i prezzi non sono più alti che sulla terraferma, quindi non resterete a frigo vuoto. Se tuttavia avete tempo tra l’arrivo del pullman al porto e la partenza dell’aliscafo, potete pure fare una spesa veloce a Trapani: soprattutto in bassa stagione, molti negozi sono chiusi o aperti con orari ridotti.

Dove alloggiare

La dimensione autentica dell’isola di Marettimo è mantenuta grazie anche all’assenza di grandi strutture ricettive alberghiere. Cosa significa? Semplice: che non ci sono alberghi. Nemmeno uno.

In compenso ci sono un residence, diversi affittacamere, svariati bed and breakfast dai nomi suggestivi ed evocativi: QUI trovate una lista di alcune delle strutture disponibili. Noi abbiamo trovato qualcosa anche tramite AirBnB: in questo caso si tratta di appartamenti privati messi a disposizione dei viaggiatori.

Alloggiare a Marettimo significa entrare un poco nella vita dei pescatori, lasciarsi cullare da ritmi diversi.

L’isola, in virtù delle piccole dimensioni e del suo carattere un po’ aspro, rischia di essere sovraffollata solo nel culmine del periodo estivo (luglio e agosto). Negli altri mesi è abbastanza tranquilla, fa meno caldo… E sì, secondo me è molto più bella. Più autentica.

Cosa portare in valigia

Sotto l’etichetta “consigli Marettimo” non poteva assolutamente mancare un paragrafo con alcune indicazioni su cosa mettere in valigia. Già, perché Marettimo – non lo ripeterò mai abbastanza spesso – non è un’isola da telo mare e ciabatte, e quindi è meglio arrivarci attrezzati. Quindi, cosa non deve proprio mancare?

  • Gli scarponi da trekking. No, non bastano le tennis che usate per le passeggiate in città. O almeno, non bastano se volete vedere davvero tutta l’isola. Sono più che sufficienti per fare dal paese alla Praia dei Nacchi, ma finisce lì. Per il resto, gli scarponi da camminata sono indispensabili: a Marettimo ci sono moltissimi sentieri e alcuni sono impervi. Per evitare storte e incidenti che finirebbero per rovinarvi la vacanza, attrezzatevi.
  • Un minimo di attrezzatura da montagna. Non parlo necessariamente di attrezzatura tecnica, ma uno zaino comodo, una mantella impermeabile e un giubbotto per proteggervi dal vento potranno esservi utili.
  • Le scarpette da scoglio. Anche queste sono un must! Le spiagge dell’isola sono principalmente rocciose, sono calette tra gli scogli o distese di ciottoli. Con le scarpette da scoglio potete godervele molto più serenamente.
  • Maschera e boccaglio (o l’attrezzatura da sub, se ce l’avete). Una delle peculiarità di Marettimo è la ricchezza dei suoi fondali. Non a caso, l’isola è inserita nell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Se non siete dei sub ma non volete perdevi la bellezza sommersa delle coste marettimare, potete fare dell’ottimo snorkeling.
  • Qualcosa di caldo da indossare di sera. A meno che andiate a Marettimo in agosto, vi consiglio di portare con voi una felpa un po’ più pesante e magari un foulard. Le sere possono essere fresche, e c’è molto vento.
  • Un binocolo. Noi l’abbiamo dimenticato, mannaggia, e ce ne siamo pentiti. L’isola è un paradiso naturalistico e con un binocolo è possibile guardare le numerose specie animali che ne solcano i cieli o ne percorrono i pendii.
  • La voglia di abbandonarvi. Senza questa, Marettimo non ve la godrete mai abbastanza.  Marettimo è aspra, selvatica, scontrosa e meravigliosa come una sacerdotessa di roccia. Inaccessibile, se non ci si apre a lei. Magica, se invece ci si lascia accogliere.

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