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Istantanee da Montisola, la perla del Lago d’Iseo

Nella luce bianca della mattina, Montisola sembra così vicina da poterla toccare. Il lago d’Iseo non è che un sottile braccio tra Sulzano e Peschiera Maraglio e l’isola se ne sta lì immobile, riflessa nelle acque color ferro come la Valdrada immaginata da Italo Calvino ne “Le città invisibili”. L’aliscafo ci mette cinque minuti a collegare la terraferma con il paesino di pescatori che attende sonnacchioso dall’altra parte: eppure, come per incanto, si arriva e pare di essere altrove. Forse è l’aria, a essere diversa? La prospettiva? Chissà. Certo che è si scende e poco cambia, in realtà, rispetto alla sponda bresciana del lago Sebino: eppure cambia tutto.

Ogni isola è un po’ un mondo a sé, sia essa di mare o di lago, e immerse nello sciabordio di acqua mai immobile vivono e respirano su altre frequenze. Protette e abbandonate. Cullate e sempre un po’ orfane.

Montisola e The Floating Piers di Christo

Arriviamo a Peschiera Maraglio e quello che balza all’occhio è l’eco della fama dell’installazione artistica più discussa e visitata dello scorso anno, The Floating Piers di Christo, che dal 18 giugno al 3 luglio 2016 ha portato attorno al lago d’Iseo circa 1,5 milioni di persone grazie alla passerella galleggiante che univa Sulzano a Peschiera Maraglio e da lì alla piccola Isola di San Paolo. Un boom inaspettato di visitatori per questa terra di montagna a cavallo tra le province di Bergamo e Brescia e tradizionalmente poco abituata al turismo di massa.

Eppure, a un anno di distanza dall’evento, quel che rimane sono soltanto i pannelli fotografici lungo il molo: questo piccolo lembo di terra nel lago – l’isola lacustre più grande d’Italia e dell’Europa meridionale – è tornato alla sua normalità fatta di pescatori, sarde lacustri essiccate e reti da pesca intrecciate nei vicoli.

E sapete che c’è? È splendida così.

Peschiera Maraglio

Montisola va scoperta con lentezza

Monte Isola – o Montisola, tutto attaccato, come la chiamano qui – si può visitare in orizzontale o in verticale. Se ne può percorrerne il perimetro, attraversando le frazioni affacciate sul lago, oppure salire per raggiungere i paesini dell’interno e il Santuario della Madonna della Ceriola, lassù in cima. Non è immensa, Montisola: ha un’area di circa 13 chilometri quadrati e il perimetro di 9 chilometri, e la si può girare comodamente a piedi.

Noi abbiamo scelto la visita orizzontale per la mattina, tenendoci per il pomeriggio la salita al santuario: a posteriori mi sento di dire che forse non è stata una scelta saggia, perché dopo l’ottima abbuffata di specialità culinarie locali arrancare fino al santuario lungo il ripido sentiero è stata un’impresa. Ma non disperate: per chi è meno masochista di noi – che ce la siamo fatta tutta a piedi da Peschiera Maraglio – c’è un collegamento autobus fino a Cure, ultima frazione prima del santuario.

Scordatevi però la macchina: sull’isola sono vietate e soltanto ai residenti sono concessi i motocicli. Quindi, o autobus o bicicletta (si può noleggiare in paese) oppure gambe in spalla! Ne vale in ogni caso la pena: Montisola va scoperta e assaporata con lentezza.

Percorrendo il perimetro dell’isola, si passa dai vicoli stretti e antichi di Peschiera Maraglio a Sensole sovrastata dalla Rocca Martinengo, fortificazione eretta nel XIV secolo e teatro di una leggenda secondo cui un perfido castellano colpiva a cannonate le barche dei pescatori se questi non ammainavano le vele in segno di sottomissione: il gesto fu poi trasformato in un atto di devozione verso la Vergine Maria. Superata Sensole, si attraversano Menzino e Sinchignano e si giunge a Siviano, sede del comune di Monte Isola e suddivisa nel porto e nella parte alta.

Tutt’attorno il paesaggio ricorda un po’ quello della Liguria: buganvillee colorate si alternano a filari di vecchi ulivi e piccoli terrazzamenti, oltre i quali si intravedono i boschi e i piccoli campi dell’interno isolano.

Carzano

La strada conduce poi a Carzano, suggestivo piccolo borgo che insieme alla frazione di Novale ospita ogni cinque anni la tradizionale Festa di Santa Croce, durante la quale i due paesi sono letteralmente riempiti di migliaia di fiori di carta realizzati a mano dalle donne del luogo. Si ritorna infine a Peschiera Maraglio con un’ultima tirata di circa mezz’ora costeggiando il lago: dopo più due ore di camminata, siamo tornati al punto di partenza accaldati e affamatissimi! Fortunatamente non mancano i posticini dove mangiare qualcosa, fosse uno spuntino veloce o un assaggio di tipicità locali.

La salita al Santuario…

Il Santuario della Madonna della Ceriola è un po’ il punto nevralgico di tutta Montisola: se ne sta a 600 metri sul livello del mare, nel punto più alto dell’isola, da cui domina il lago e tutte le montagne circostanti. Bianco, immobile, con quell’aria un po’ sperduta e un po’ casalinga che hanno gli edifici di culto quando sono lontani dal mondo abitato, ci ha accolti alla fine del sentiero con l’invito a indossare abbigliamento adatto alla sacralità del luogo e ad evitare canti profani e blasfemi. La cosa, seppure perfettamente in linea con quanto richiesto in qualsiasi zona di culto, ci ha fatto sorridere: chi mai ha voglia di canti profani, lassù in cima, dopo una bella camminata e davanti ad un panorama tanto ampio?

Sarà che noi eravamo reduci da un ottimo pranzo e questo ha probabilmente inficiato le nostre capacità atletiche, ma la salita al santuario è stata abbastanza impegnativa. Abbiamo percorso infatti la vecchia mulattiera nel bosco, che parte esattamente alle spalle di Peschiera Maraglio e sale tra i cerreti alternando l’ombra silenziosa degli alberi a fugaci scorci sul lago sottostante, azzurrissimo, o sull’isoletta di San Paolo. Nella frazione di Cure ci siamo concessi un caffè in un barettino più simile ad un salotto di casa che ad un bar: un’esperienza curiosa, perché Cure è il classico paesello dove il tempo probabilmente va un po’ più piano che altrove.

Forse era merito delle vecchie case di pietra, oppure degli anziani seduti sui muretti a chiacchierare in dialetto stretto, con l’inequivocabile interrogativo negli occhi: “E ches-ce, chi èi?”, “E questi chi sono?”.

Da Cure – che è anche il punto d’arrivo del bus navetta di Montisola e della strada asfaltata che passa da Senzano – ci vogliono altri venti minuti per raggiungere la chiesetta. È una struttura antica: eretta in un sito precedentemente adibito al culto pagano (probabilmente del dio Fauno), le prime spoglie della chiesa risalgono al V secolo dopo Cristo, quando il vescovo di Brescia San Vigilio volle portare la fede cristiana e la venerazione alla Vergine Maria nella zona del Sebino, soppiantando così il culto della dea pagana Iside. La cappella divenne la prima parrocchia dell’isola, nonché la prima chiesa del lago dedicata alla Madonna, e deve probabilmente il suo nome alla statua lignea di Maria  risalente al XII secolo, intagliata in un ceppo di cerro.

Al santuario ci sono anche i servizi igienici, un piccolo punto ristoro e alcuni punti picnic. All’interno della chiesa mi ha colpito la quantità di ex voto e di preghiere, segni di una fede popolare ancora molto sentita e molto vicina alla gente del lago, tradizionalmente povera e abituata ad una vita grama e di stenti.

Curiosità e consigli su Montisola

  • Cosa mangiare. A dispetto del territorio ridotto, Montisola vanta una buona varietà di prodotti locali: sono abbastanza noti l’olio extravergine di oliva ottenuto dagli ulivi autoctoni, il salame con la carne tagliata a mano e gli agoni (le sarde di lago) essiccati al sole e conservati sotto sale. Noi abbiamo provato anche degli squisiti ravioli bresciani farciti di formaggio Bagòss e gli involtini di coregone con erbe e polenta… Non vi dico! Ci sono parecchi ottimi ristorantini tra cui scegliere.
  • Tipicità dell’isola. Nei cantieri nautici locali si costruisce il Naèt, l’imbarcazione caratteristica. Camminando lungo il perimetro dell’isola, ad un certo punto a Carzano si costeggia il Cantiere Archetti Ercole gestito da Andrea ed Ercole Archetti, maestri d’ascia da oltre quattro generazioni e premiati tra le eccellenze lombarde proprio per la qualità delle loro imbarcazioni. Un altro prodotto dell’artigianato isolano sono le reti da pesca, di protezione e sportive, e non è affatto strano trovare nei vicoli pescatori intenti ad annodarle o sistemarle.
  • Il comune di Monte isola ha ottenuto diversi riconoscimenti in ambito turistico e non, tra cui l’ammissione al club Anci “I borghi più belli d’Italia” (2003), il titolo “Meraviglia italiana” nel 2012 e l”European Best Romantic Destination” nel 2016.
  • Come arrivare. Sul sito della Navigazione Lago d’Iseo sono disponibili tutti gli orari e le tratte sia dalla sponda bresciana che da quella bergamasca del lago. Segnalo inoltre l’offerta di Trenord valida fino al 31 ottobre 2017, all’interno della promozione “Discovery Trains”.
  • Per tutte le informazioni sui possibili alloggi, sui sentieri dettagliati e sulle iniziative rimando al sito Visit Monte Isola. 
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