Consigli

Santorini, consigli per un viaggio low cost

La perla delle Cicladi, l’erede della perduta Atlantide, la più romantica e raffinata isola della Grecia con i suoi tramonti color lavanda e le sue casette bianche a picco sul mar Egeo: Santorini è probabilmente la più famose delle isole greche, la più iconica dell’arcipelago delle Cicladi nonché la più costosa.

Se avete deciso di visitare Santorini, mettetevi l’anima in pace: l’isola è bellissima, ma è anche innegabilmente molto turistica.

Probabilmente entrambi questi aspetti – l’ineguagliabile struggimento delle sue coste dirupate nella caldera e gli esasperanti ammiccamenti turistici di moltissimi negozi, hotel e ristoranti – contribuiscono a rendere unica Santorini, ma hanno anche un paio di conseguenze spiacevole per il viaggiatore medio: i prezzi più elevati che altrove e il rischio trappola-per-turisti.

Ma non demoralizzatevi! È possibile scoprire quest’isola strana e bellissima anche senza spendere un patrimonio, l’importante è prestare attenzione ad alcuni accorgimenti. Parola di chi ci è riuscito!

Santorini low cost, quando andare?

Sarò lapidaria: cari i miei viaggiatori un po’ squattrinati, scordatevi luglio e agosto. Ma scordatevi pure giugno e i primi settembre, giusto per sicurezza. Andare a Santorini in piena estate è un suicidio sotto tutti i punti di vista:

  • Economico: alta stagione significa prezzi alle stelle. Questo vale sia per i paesi affacciati sulla caldera – Firà, Firostefani, Imerovigli, Oia – che comunque restano tendenzialmente cari anche negli altri periodi, ma anche per i paesi della costa orientale. Andare in bassa stagione, in primavera o in autunno, è molto più abbordabile e permette di trovare con maggiore facilità alloggi convenienti a prezzi ragionevoli.
  • Climatico: le Cicladi godono di uno stupendo clima mediterraneo, ma in piena estate si rischia di trovare un caldo tremendo. Sole a picco, spiagge di ciottoli roventi, niente alberi per riposarsi all’ombra e niente fontanelle. In tarda estate o all’inizio della primavera è decisamente più fattibile, perché più ventilato.
  • Sociale: la folla. Ragazzi credetemi: ho visto la folla a Oia all’inizio di ottobre e tremo all’idea di come possa essere ad agosto. Se volete gente e movida andate a Mykonos, ma se volete godervi romanticismo e un po’ di Grecia autentica venite a Santorini in bassa stagione. La calca di asiatici in vacanza in preda da delirio-per-foto-al-tramonto è qualcosa di folkloristico, ma anche esasperante dopo un po’.

 Come andare?

Diverse compagnie aeree low cost offrono voli diretti su Santorini dall’Italia, ma sono limitati al periodo estivo: Easyjet, tanto per fare un esempio, vola da Malpensa, ma soltanto da marzo a settembre.

In alternativa si può volare su Atene e da lì prenotare un volo interno per l’aeroporto di Santorini – Thera, oppure spostarsi al Pireo e optare per la soluzione traghetto: è una tratta abbastanza lunga, quindi valutate con attenzione se davvero vi conviene.

Noi siamo stati a Santorini agli inizi di ottobre, quando di voli low cost diretti non ce n’erano più, e l’abbiamo sfangata prenotando il volo charter tramite agenzia: personalmente non amo viaggiare appoggiandomi alle agenzie, ma in questo caso abbiamo dovuto fare di necessità virtù. Devo dire che è stato molto last minute e molto comodo.

Dove alloggiare a basso costo?

Avete visto tutti le immagini delle infinity pools a picco sulla caldera e degli hotel affacciati sul mare con colazione vista Nea Kameni o aperitivo vista tramonto, vero?

Bene, se viaggiate low cost dimenticatevele.

Purtroppo quella soluzione rimane appannaggio di chi viaggia con il portafogli pieno. Trovare alloggi affacciati sul dirupo a prezzi accessibili ai comuni mortali è difficilissimo.

La bella notizia è che Santorini non è solo la caldera. Anzi, al di là di essa ci sono paesini pittoreschi, accoglienti e bellissimi dove poter dormire in posti assolutamente dignitosi e a prezzi molto buoni.

Perissa, Perivolos e Kamari, ad esempio, sono le località più “plebee”: affacciate sul lato orientale dell’isola, offrono lunghe spiagge di sabbia nera, un buon numero di ristorantini tipici e residence e appartamenti più o meno per tutte le tasche.

Akrotiri, il villaggio sull’estrema punta meridionale di Santorini, è un po’ più caro perché nei paraggi ci sono le celebri Red Beach, White Beach e Black Beach e le rovine dell’antico villaggio di Akrotiri, distrutto dall’eruzione del vulcano nel 1600 aC: tuttavia, se si va in bassa stagione è facile trovare soluzioni comode.

Sono molti, inoltre, i paesini dell’interno: non direttamente affacciati sul mare, offrono proprio per questo prezzi più ragionevoli (e atmosfere molto più “greche”, per così dire).

Che tipo di alloggio?

Hotel e residence non mancano: si tratta in molti casi di strutture a conduzione familiare e il livello varia a seconda del budget. Sono numerosissimi, inoltre, i semplici appartamenti in affitto, gli “studios”: visto che trovarli in rete è difficile, vi consiglio di prenotare un paio di giorni in albergo o b&b prima di partire e poi cercare un alloggio alternativo una volta che siete sull’isola. Oltre a risparmiare soldi, ci guadagnerete anche un po’ della simpatica cortesia dei greci.

Una nota doverosa: se viaggiate low cost, credo sia meglio abbassare sensibilmente gli standard e le aspettative. Noi abbiamo alloggiato, ad esempio, all’Athanasia, un piccolo complesso di appartamentini a Perissa: su internet le recensioni non erano bellissime, eppure noi ci siamo trovati bene. Forse non è il caso di aspettarsi location e servizi da cinque stelle se si ha un budget limitato.

Come muoversi sull’isola

Ve li metto in ordine di prezzo.

Noleggiare un’auto. E’ probabilmente la soluzione più comoda, perché garantisce piena libertà di movimento e permette di visitare Santorini in lungo e in largo. I noleggi partono da un minimo di 24 ore e spesso l’hotel o il residence si occupano di procurarvi l’auto (si parte dai 20 € al giorno per un’automobile piccolina).

Noleggiare una moto o un quad. Come l’automobile, danno la possibilità di girare Santorini come si deve. Inoltre aggiungono quel tocco di sportivo che non guasta mai. Anche in questo caso, i noleggi partono dalle 24 ore e si possono scegliere mezzi di diversa potenza.

  • PRO: sono maneggevoli, comodi, veloci.
  • CONTRO: se non si è pratici di questo tipo di mezzi si rischia di scivolare sulle strade polverose e inoltre non sono molto indicati per la bassa stagione (a sera fa freddino).

Il pullman. Ovvero: un’esperienza da fare almeno una volta nella vacanza. Tutte le località di Santorini sono collegate a Firà, capoluogo dell’isola: a meno che la vostra destinazione non sia sulla tratta che unisce il punto di partenza alla città, vi toccherà arrivare a Firà e poi cambiare, o scendere ad una fermata intermedia e aspettare l’altra coincidenza. Esempio: se alloggiate a Perissa e volete andare ad Akrotiri, dovete prendere la tratta Perissa-Firà, scendere a Megalochori e aspettare il pullman della tratta Firà-Akrotiri. I biglietti si fanno direttamente sul pullman: non ve li fa l’autista ma il controllore-strillone, che passa di posto in posto a dare i biglietti e nel frattempo strilla a squarciagola il nome della fermata. Pittoresco.

  • PRO: è un’immersione nella vita quotidiana dell’isola ed è molto comodo se siete stanchi e non avete voglia di guidare per tornare a casa.
  • CONTRO: beccare le coincidenze può essere snervante. Vi consiglio di controllare accuratamente gli orari per il rientro: una sera non l’abbiamo fatto e una sera abbiamo scoperto di aver perso per pochi minuti l’ultimi pullman per tornare a casa. A quel punto la provvidenza ci ha aiutati, perché abbiamo chiesto un passaggio ad una coppia che si è rivelata essere italiana e residente a due passi dal nostro appartamento. Comunque, ecco: controllate sempre.

A piedi. Non tutta l’isola è visitabile a piedi, è troppo grande. Però ci sono delle bellissime passeggiate che vale la pena fare: ne ho parlato qui.

La barca. Questo vale principalmente per i tour nella caldera. Ce ne sono di diversi prezzi e tipologie: alcuni portano soltanto sulle isole di Nea Kameni e Palea Kameni, altri comprendono anche la bella Thirassia, altri ancora finiscono a Oia con vista al tramonto. Ci sono crociere romantiche con buffet di pesce a bordo e tour più tradizionali. La maggior parte viaggiano su velieri di legno molto evocativi e comprendono la guida (che parla tendenzialmente in inglese e tedesco, se vi va bene qualche parola in italiano…).

Parliamo di muli…

C’è un’ultima possibilità, la più folkloristica di tutte: i muli. Ve li proporranno, tentandovi, prima di ogni salita impegnativa (e fidatevi, a Santorini ce ne sono): dal porto di Firà alla città (589 gradini), dal porto di Armeni e di Ammoudi a Oia (circa 200 gradini ciascuno), da Perissa all’antica Thera, dal porto di Thirassia a Manolàs, e via dicendo.

I muli sono veri e propri abitanti dell’isola: usati in passato come aiuto nei lavori di fatica, oggi sono messi al servizio dei visitatori. Molti si fanno remore a montare a dorso d’asino (“mi spiace che vangano sfruttati così”), ma gli animali sono ben tenuti e i conducenti spesso sono lavoratori stagionali che cercano di racimolare un po’ di soldi nei mesi estivi con questo “servizio taxi”: un lavoro a tutti gli effetti, in certi casi l’unico.

Personalmente credo che un giro a dorso di mulo sia un’esperienza da provare. Una corsa parte generalmente da 5 €, ma a volte si può trattare. Un po’ più cari i muli per la salita all’antica Thera. A tal riguardo, un consiglio… Non lasciatevi tentare dalle “donkey trip” che vi proporranno agli uffici turistici: se vi incamminate da Perissa, lungo la strada per le rovine troverete una stazione di muli, molto più economica.

Cosa mangiare

Salsa tzaziki e trota affumicata con erba cipollina alla taverna Krinaki, Finikìa

La cucina greca è abbastanza rustica: fresca e genuina, unisce i sapori mediterranei a gusti dalle note arabe. Alcuni esempi:

  • insalata greca: un grande classico. Pomodori, cetrioli, peperoni verdi, olive, cipolle rosse e formaggio feta conditi con olio e origano: fresca, saporita, sostanziosa.
  • Moussaka: è una sorta di parmigiana di melanzane, patate, carne e besciamella. È un’esplosione di sapori caldi e avvolgenti, e io l’ho adorata.
  • Pita gyros: è la variante greca del kebab, servita nel tipico pane greco (la pita, appunto).
  • Souvlaki: sono spiedini di carne cucinati alla griglia. Li potete trovare anche di pesce, e sono generalmente serviti con insalata e salse.
  • Fava: tipica di Santorini, è una delicata e gustosa purea di fave servita tiepida, con olio d’oliva, cipolle rosse crude e (talvolta) capperi. Buonissima.

Mangiare nelle taverne greche è un’esperienza molto rilassante: musica tradizionale di sottofondo, tavolini e sedie in legno, graziosi pergolati freschi e tranquilli e personale gentile. Inoltre non sono assolutamente care!

Scegliete magari locali defilati, lontani dalle vie principali e (ovviamente) evitate quelli affacciati sulla caldera, dove i prezzi schizzano alle stelle. Noi abbiamo trovato un modo infallibile per capire il range di prezzi dei ristoranti: comparavamo il prezzo della moussaka. La prima l’abbiamo trovata a 7 €, fino a 9 € era accettabile, oltre i 10 € era fascia alta.

Godersi Santorini: alcune piccole dritte low cost…

Non vi starò ad elencare tutti i punti d’interesse di Santorini: sono informazioni diffusissime, sia su internet che sulle guide turistiche. Non starò a dirvi che i tramonti di Oia sono suggestivi e romantici, né ad elencarvi tutte le chiese principali dell’isola (ce ne sono un’infinità!).

Nella nostra settimana a Santorini, tuttavia, abbiamo peregrinato ben al di fuori dei circuiti segnalati, trovando angolini meravigliosi e inaspettati e scoprendo informazioni che potrebbero esservi utili se decidete di provare a fare una vacanza low cost a Santorini.

  • Per godervi il famigerato tramonto di Oia, lasciate perdere il centro abitato e dirigetevi verso il porto di Ammoudi: lungo le scalette che conducono al porto, infatti, è possibile guardare il tramonto in santa pace, lontani dalla ressa. E soprattutto, non lasciatevi tentare dalle proposte di bar e ristoranti: bene che vi vada, paghereste oro per stare in un posto affollatissimo. Ne vale davvero la pena, quando si può assaporare il tramonto anche gratis?

  • Il biglietto cumulativo per i siti archeologici. Andare a Santorini e non vedere i resti delle civiltà antiche che ne hanno plasmato la storia significa non riuscire a capire bene l’isola, quindi sappiate che i siti archeologici sono a pagamento e che c’è la possibilità di fare un biglietto cumulativo. Costa 14 € e comprende l’ingresso all’antica Thera, alle rovine di Akrotiri, al museo delle icone di Pyrgos e ai due musei – Preistorico e Archeologico – di Firà. Se pensae che l’ingresso singolo ai resti di Akrotiri costa 12 €, capirete che conviene. Solo una nota: il biglietto cumulativo vale 4 giorni dal momento dell’acquisto, quindi organizzatevi bene! E ricordate di controllare gli orari: le rovine dell’antica Thera, ad esempio, chiudono alle 14.00!

  • La Red Beach: meglio al mattino. La spiaggia rossa di Akrotiri è una delle più celebri di Santorini e le sue rocce rosso sangue sono uno spettacolo unico. C’è solo un problema: non è grandissima e si affolla tremendamente. Meglio andarci al mattino presto, così da godervela in santa pace e fuggire poi non appena arriva l’assalto delle folle.

  • “La Ponta” nella Torre Veneziana di Akrotiri. Immaginate una realtà nascosta, fatta di musica e mitologia. Immaginate una vecchia torre ristrutturata che custodisce un museo di strumenti musicali antichi e un musicista che vi spiega l’evoluzione degli strumenti musicali in Grecia. “La Ponta” è esattamente questo: Yannis e sua moglie Argy hanno ristrutturato la vecchia torre del villaggio e vi hanno aperto un museo storico e mitologico sulle antiche cornamuse greche e sugli strumenti musicali antichi. È un angolo magico, fuori dal mondo, che merita di essere visto.

  • Le chiese. A Santorini ce ne sono tantissime: cappelline bianche con le cupole blu e triplici campanili, nei paesi, nella campagna, sui monti. Molte sono chiuse, altre invece sono visitabili, ma ricordate di non entrare in canottiera e pantaloncini: è considerato poco adatto alla sacralità del luogo, e la religiosità è ancora molto sentita sull’isola. Portate sempre con voi un pareo per coprirvi le gambe e una maglia per le spalle.

  • Thirassia. L’isola di Thirassia, la sorella minore di Santorini, merita senza dubbio una visita, se non altro per avere contezza di come dovesse essere Santorini prima dell’avvento del turismo. Tranquilla, silenziosa e sperduta, se ne sta lì e accoglie le barche dei tour guidati nella caldera, ma la maggior parte dei visitatori rimane al porto a godersi ristorantini tipici e un po’ di mare. Per salire a Manolàs, villaggio principale dell’isola, sono alcune centinaia di gradini e da lassù si gode di un panorama incredibile: il mare, le casette candide, Santorini in lontananza. Un altro mondo.
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